Stile Oscola: come citare le fonti e e come scrivere la bibliografia secondo questo stile di citazione

Ciao laureandi! Abbiamo esplorato la giungla degli standard nelle scorse settimane, ma oggi affrontiamo il re del tribunale, il sovrano dei codici e dei commi: OSCOLA.

Se studiate Giurisprudenza o Relazioni Internazionali, sapete che citare le fonti non è solo un dovere morale, è una questione di vita o di morte accademica. Lo stile di citazione che usiamo può sembrare un labirinto di virgole e corsivi, ma restate con me: dopo questa guida, farete una citazione bibliografica così perfetta che il vostro relatore verserà una lacrimuna di gioia.

In questa rubrica abbiamo già visto come utilizzare gli altri sistemi, ma oggi chiudiamo in bellezza con il sistema “Oxford Standard for Citation of Legal Authorities“. Sì, suona altisonante, ma è più amichevole di quanto sembri.

OSCOLA: perché questo stile di citazione

Lo stile OSCOLA è nato specificamente per il diritto.
A differenza di sistemi come APA, MLA o Harvard, nelle discipline giuridiche si citano spesso sentenze, casi giudiziari e norme, non solo libri e articoli accademici.

Per questo OSCOLA utilizza un sistema basato sulle note a piè di pagina (footnotes).

In pratica il testo della tesi di laurea rimane pulito e scorrevole, mentre tutte le informazioni sulle fonti vengono inserite nella nota sotto la pagina. È un metodo molto usato nelle facoltà di Giurisprudenza proprio perché permette di citare con precisione leggi e decisioni dei tribunali.

Breve recap degli altri stili (APA, Vancouver, Harvard ecc.)

Prima di tuffarci nel mondo Oxford, ricordiamoci da dove veniamo. Quando si parla di stili per citare le fonti, il panorama è piuttosto ampio:

APA
Molto diffuso nelle scienze sociali. Utilizza il sistema autore-data, con la citazione inserita direttamente nel testo.

Harvard
Molto simile ad APA. Anche qui si usa il sistema autore-data, ma con alcune differenze nella formattazione della bibliografia e delle citazioni nel testo.

Vancouver
Usato soprattutto in ambito medico e scientifico. Si basa su un sistema numerico, con riferimenti indicati tramite numeri progressivi.

MLA
Creato dalla Modern Language Association, utilizza un sistema autore-numero di pagina. È lo stile più comune negli studi letterari: perfetto se stai analizzando Shakespeare, decisamente meno se stai citando una sentenza della Corte di Cassazione.

Le note in pié di pagina

Entriamo nel vivo. Ogni volta che fate una citazione letterale o la parafrasi, dovete inserire un numerino. Quel numero vi porta dritti al piè di pagina, dove accade la magia.

Nel testo la fonte viene indicata tramite una nota che contiene i dettagli della fonte. È un sistema elegante, che mantiene il testo pulito. Quando si cita la fonte nel testo, non volete parentesi che occupano tre righe, giusto?

Come scrivere le citazioni nel piè di pagina

Ecco la regola d’oro: la prima volta che citate una fonte, dovete dare tutti i riferimenti bibliografici.

  • Libri: Autore, Titolo in corsivo (Edizione, Editore Anno).

  • Articoli: Autore, ‘Titolo Articolo’ (Anno) Volume Rivista.

Se la stessa fonte compare poco dopo, usate la fonte in forma abbreviata. Non serve riscrivere il testamento dell’autore ogni volta. Basta il cognome e un riferimento alla nota precedente. Questo rende la stesura della tesi molto più veloce (e meno frustrante).

Le fonti giuridiche

Se state scrivendo di diritto, non potete usare lo stile apa (che si basa su autore-data) per citare una sentenza della Corte di Cassazione. Sarebbe come andare a un rave vestiti in toga.

Questo stile è nato per l’ambito giuridico e prevede una struttura specifica per i casi (Case Law) e le leggi (Statutes). Il giuridico e prevede il riferimento preciso all’anno e al volume della raccolta di sentenze. In pratica, il riferimento al testo citato deve permettere a chiunque di recuperare quel faldone polveroso in biblioteca in meno di 30 secondi.

PS: In questo, non si usano punti fermi nelle abbreviazioni dei nomi delle riviste o dei tribunali. Si scrive “UKHL”, non “U.K.H.L.”. È uno stile asciutto, quasi “minimalist chic”.

Hai ancora dubbi sulla bibliografia o sulle citazioni della tua tesi?

Se tra stili Harvard, APA, MLA, fonti online e PDF sospetti senti che qualcosa potrebbe sfuggirti, fermarti un attimo è la scelta più intelligente. Una bibliografia sbagliata può compromettere anche un ottimo lavoro, mentre una revisione fatta bene ti mette al riparo da errori evitabili e richieste infinite del relatore.

Bibliografia

Arriviamo alla fine del vostro sudato elaborato. La bibliografia (o bibliografia finale) non è solo un elenco di libri messi lì a caso per fare volume. È la vostra carta d’identità accademica.

I riferimenti bibliografici si indicano in sezioni separate:

  1. Table of Cases (Tutte le sentenze).

  2. Table of Statutes (Tutte le leggi).

  3. Bibliography (Libri, articoli, siti web).

A differenza della nota a piè di pagina, nella bibliografia il cognome dell’autore va per primo (es: Hart HLA, non HLA Hart). Ogni fonte deve essere in ordine alfabetico. Ricordate: i riferimenti bibliografici del proprio elaborato sono l’ultima cosa che il correlatore guarda prima di decidere se darvi quel punto bonus. Non sottovalutateli!

Citazione bibliografica e coerenza

Mentre in altri sistemi la punteggiatura è un incubo (tipo in vancouver), qui la parola chiave è “pulizia”. Quando compilate la fonte nei riferimenti bibliografici, assicuratevi di aver rimosso tutti i punti finali che non servono. La modalità di scrittura della fonte deve essere identica per tutte le fonti dello stesso tipo. La coerenza è ciò che distingue uno studente pro da uno che ha iniziato a scrivere la tesi la settimana scorsa dopo tre caffè.

Un confronto veloce con i diversi stili di citazione

Ecco una tabella per non confondersi con gli vari stili:

Caratteristica OSCOLA APA / Harvard Vancouver
Sistema Note a piè di pagina Autore-data Numerico
Ambito Giuridico Scienze sociali Medico
Citazioni Numerino (¹) (Rossi, 2022) [1]
Bibliografia Per tipologia Alfabetica Apparizione

Consigli finali per la Bibliografia 

  1. Consultare sempre il manuale ufficiale: Le organizzazioni che hanno pubblicato guide ufficiali (come l’Università di Oxford) hanno spesso PDF gratuiti. Scaricatelo e tenetelo sul desktop come se fosse la vostra Bibbia.

  2. Gestire le Fonti Secondarie: Se citate un autore che cita un altro autore, cercate sempre la fonte originale. Ma se proprio non potete, OSCOLA ha una modalità di citazione specifica per questi casi “pigri”.

  3. Citazione Intertestuale: Evitate di far riferimento alla fonte direttamente nel discorso se appesantisce la frase. Usate la nota.

  4. Autori multipli: Se un libro è scritto da due autori, metteteli entrambi. Se sono più di tre, usate “et al.”. Molto semplice, no?

La scelta dello stile spetta spesso al dipartimento, ma se vi danno carta bianca e scrivete di legge, OSCOLA è l’unico stile citazionale che vi farà sembrare dei veri avvocati (anche se siete ancora in pigiama a combattere con l’indice).

studentessa che consulta libri per scrivere la bibliografia della tesi con lo stile OSCOLA

📖 Guide per stile di citazione

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Ogni ateneo ha le sue regole

Scritto con il supporto di Francesco P. – Tutor in Ingegneria

FAQ - Domande frequenti sullo stile di citazione OSCOLA

In teoria sì, ma non è lo standard. Quando si parla di stili, di solito Economia preferisce APA o Chicago (che è molto simile al chicago… vabbè, ci siamo capiti). Se però la tua tesi è molto sbilanciata sul diritto commerciale, chiedi al prof. Consultare il docente è sempre la mossa migliore.

Nessuna nella forma! Sia per le citazioni dirette (quelle tra virgolette) che per la citazione indiretta (quando riassumi il pensiero), devi mettere la nota a piè di pagina. La differenza è solo nel testo: se copi parola per parola, servono le virgolette basse « » o alte ” “.

Semplice: dopo i dettagli del libro o dell’articolo, metti uno spazio e il numero. Senza “p.” o “pag.”. Esempio: Hart, The Concept of Law (3rd edn, OUP 2012) 15. Quel “15” finale è il vostro numero mentre nei riferimenti bibliografici finale della bibliografia metterete l’intero range di pagine dell’articolo (se è un articolo).

No, sono due stili completamente diversi.

Lo stile Turabian deriva dal Chicago Manual of Style ed è usato soprattutto nelle tesi di storia, scienze umane e sociali, in particolare nelle università americane.

Lo stile OSCOLA, invece, è stato sviluppato dall’Università di Oxford ed è pensato specificamente per il diritto. Serve per citare correttamente sentenze, leggi, casi giudiziari e fonti giuridiche.

È vero che entrambi usano spesso le note a piè di pagina, ma la struttura delle citazioni è completamente diversa.

In pratica:
se stai scrivendo una tesi di Giurisprudenza, userai quasi sempre OSCOLA.
Turabian è un altro mondo.

⚖️ Chi cita OSCOLA scrive una tesi in diritto.

Le note a pie’ di pagina non sono un dettaglio: in giurisprudenza sono metà del lavoro.

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