Eccoci! Nuovo stile, nuovo articolo per te. Una guida, passo passo, allo stile citazionale Vancouver. Pronti?
Cos'è lo stile Vancouver?
Iniziamo dalle basi: cos’è lo stile Vancouver? Non è un nuovo modello di scarpe da skate né un filtro di Instagram, è un sistema di citazione numerico utilizzato principalmente nel campo medico, nelle scienze della salute e nella ricerca biologica.
Vancouver è stato originariamente sviluppato dal comitato internazionale di direttori di riviste mediche (il mitico ICMJE – International Committee of Medical Journal Editors). In pratica, un gruppo di esperti si è riunito a Vancouver nel 1978 e ha deciso che serviva un modo universale per citare le fonti nelle pubblicazioni scientifiche. Successivamente, la National Library of Medicine (NLM) ha dato il tocco finale, rendendolo lo standard che conosciamo oggi.
Questo tipo di stile permette di mantenere il testo pulito. Se in altri stili (come l’APA) devi inserire il cognome dell’autore e l’anno ogni tre parole, qui te la cavi con un semplice numero. Comodo, no?
Vancouver vs altri stili (APA, Chicago, MLA, Harvard)
Prima di addentrarci nei dettagli, facciamo un po’ di recap tra i vari stili. Abbiamo visto che nel mondo universitario esistono diversi tipi di approcci alla citazione:
APA (American Psychological Association): Il preferito di chi studia psicologia o scienze sociali. È un sistema autore-data. Molto discorsivo, ma riempie le pagine di parentesi.
Chicago: Lo stile Chicago è il re delle materie umanistiche, spesso usa le note a piè di pagina. Un po’ vintage, molto elegante.
MLA: Lo style dei letterati. Semplice, ma molto specifico.
Harvard: Un altro sistema autore-data molto diffuso.
Rispetto a questi stili appena elencati, il Vancouver è “asciutto”. Se stai scrivendo di medicina, non hai tempo da perdere: vuoi sapere chi ha detto cosa e dove trovarlo nel minor tempo possibile.
Citazioni nel testo
Entriamo nel vivo della citazione. A differenza dello stile APA, dove scrivi (Rossi, 2024), qui usi soltanto i numeri.
Le citazioni nel corpo del testo (o citazioni intertestuali) funzionano così: ogni volta che riporti un’idea non tua, inserisci un numero arabo tra parentesi o in apice.
Esempio: “Il consumo eccessivo di pizza durante la sessione aumenta la felicità del 200% (1).”
Regole d'oro per le citazioni nel testo
Ordine di apparizione: La prima fonte che citi sarà la (1), la seconda la (2), e così via.
Ripetizione: Se citi di nuovo la fonte (1) a pagina 50, rimarrà sempre la (1).
Sequenze: Se vuoi citare più fonti insieme, usa la virgola per numeri separati (1, 3, 5) o il trattino per un intervallo di pagine o di fonti consecutive (1-4).
Posizione: Di solito il numero va inserito prima del punto finale, ma verifica sempre le linee guida specifiche della tua università (alcuni lo vogliono dopo).
Nome degli autori: come scriverli correttamente
Qui la faccenda si fa seria. Come si trattano gli autori? Vancouver odia i fronzoli. Dimentica i nomi di battesimo completi: vogliamo solo il cognome e le iniziali (senza punti!).
Se devi citare un’opera scritta da più persone:
Fino a sei autori: Devi elencarli tutti, separati da una virgola.
Sette o più autori: Elenchi i primi sei e poi aggiungi la magica locuzione “et al.” (che in latino significa “e altri”, ma per te significa “grazie al cielo non devo scriverli tutti”).
Esempio:
Rossi AB, Bianchi CD, Verdi EF. * Rossi AB, Bianchi CD, Verdi EF, Neri GH, Gialli IL, Viola MN, et al.
Ricorda: la formattazione è tutto. Niente grassetto o corsivo sui nomi.
Hai ancora dubbi sulla bibliografia o sulle citazioni della tua tesi?
Se tra stili Harvard, APA, MLA, fonti online e PDF sospetti senti che qualcosa potrebbe sfuggirti, fermarti un attimo è la scelta più intelligente. Una bibliografia sbagliata può compromettere anche un ottimo lavoro, mentre una revisione fatta bene ti mette al riparo da errori evitabili e richieste infinite del relatore.
Bibliografia: la lista di riferimenti
La bibliografia è l’elenco finale dove riveli al mondo a cosa corrispondono quei numerini sparsi nella tesi. A differenza di altri stili che richiedono l’ordine alfabetico, qui si esige che le fonti siano scritte in modo progresivo in base all’ordine in cui appaiono nel testo. Quindi la fonte (1) sarà la prima della lista, anche se l’autore si chiama Zorro.
Formattazione dei diversi tipi di fonti
Ecco come devi citare correttamente i casi più comuni.
1. Articolo di rivista (Il pane quotidiano in medicina)
Autore/i. Titolo dell’articolo. Titolo della rivista (abbreviato). Anno;Volume(Fascicolo):Pagine.
Esempio: Smith J, Doe J. L’importanza del sonno per gli studenti. J Univ Health. 2025;12(3):145-152.
Nota bene: i titoli dei libri e delle riviste non sono sempre scritti in corsivo (dipende dalla variante specifica NLM, ma di norma si preferisce il testo normale). Inoltre, è fondamentale abbreviare correttamente i nomi delle riviste scientifiche seguendo il database della NLM (PubMed è il tuo migliore amico per questo).
2. Libri
Autore/i. Titolo del libro. Edizione (se non è la prima). Luogo di pubblicazione: Editore; Anno.
3. Siti web e fonti online
Nome dell’organizzazione (o autore). Titolo della pagina [Internet]. Luogo di pubblicazione: Editore/Sponsor; Data di pubblicazione [aggiornato il Data; citato il Data]. Disponibile all’indirizzo: URL.
Se citi un ente governativo come i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il nome dell’autore (o organizzazione) va all’inizio. Esempio: Centers for Disease Control and Prevention (CDC). COVID-19 Information [Internet]. Atlanta: CDC; 2023 [citato il 15 Gennaio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.cdc.gov/…
Trucchi per non sbagliare
Sappiamo che compilare tutto manualmente è un suicidio accademico. Per fortuna esistono strumenti che fanno il lavoro sporco per te. Puoi usare un generatore di citazioni o programmi di gestione bibliografica (come Zotero o Mendeley). Tuttavia, anche se usi un generatore, devi sempre controllare il risultato. Gli algoritmi sbagliano, tu (dopo questa guida) no.
Errori comuni da evitare
Confondere gli stili: Non mescolare con l’apa o con altri modelli di stile. O usi i numeri o usi le date. Non fare un fritto misto.
Punteggiatura creativa: i punti e le virgole hanno un posto preciso. Non metterli a caso.
Abbreviazioni fantasiose: Non abbreviare i nomi delle riviste come ti pare. Usa gli standard ufficiali.
Dimenticare il numero di pagina: Fondamentale se stai citando una parte specifica di un libro corposo.
Conclusione
Siamo arrivati alla fine di questa maratona. Ricapitolando: numeri nel testo, lista ordinata in fondo, nomi degli autori asciutti e precisi. Non è poi così male, vero? Ricorda che la tua tesi non è solo un ammasso di fogli, ma il risultato del tuo duro lavoro: trattala bene con una bibliografia degna di nota.
Ora chiudi questo articolo, bevi un bicchiere d’acqua (o quello che preferisci) e torna a scrivere. Quella laurea non si prenderà da sola!
Hai ancora dubbi? Leggi le FAQ qui sotto o scrivici nei commenti!
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Scritto con il supporto di Francesco P. – Tutor in Ingegneria
FAQ - Domande Frequenti sullo stile di citazione (Vancouver style)
Posso mettere i numeri della citazione secondo lo stile vancouver in neretto?
Assolutamente no. Lo stile vancouver standard prevede numeri normali o in apice. Il grassettonon è previsto dalla formattazione ufficiale NLM/ICMJE. Mantieni il testo pulito e professionale.
Che differenza c'è tra citazioni dirette e parafrasi in nota?
Niente panico. Se l’autore manca, si usa il titolo dell’opera o il nome dell’organizzazione che l’ha pubblicata (ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità). Se proprio non c’è nulla, si passa direttamente al titolo del documento.
Devo mettere l'URL per ogni singola citazione?
L’URL serve solo per le fonti trovate online (siti web, report in PDF scaricabili, articoli di riviste elettroniche). Se stai citando un libro fisico che hai tenuto tra le mani (sì, quelli fatti di carta), l’URL non serve. Basta indicare città, editore e anno dell’edizione.
🩺 Vancouver = tesi in area medica.
Se stai citando in Vancouver, stai scrivendo una tesi in infermieristica o medicina.
Revisione della letteratura, banche dati, PubMed, scoping review: un tutor dell’area sanitaria sa di cosa parli — vedi l’aiuto per la tesi in infermieristica.

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