Citazione in stile Chicago: la guida pratica per citare correttamente nel testo e in bibliografia

Nell’articolo precedente abbiamo visto lo stile di citazione APA.
Qui invece parliamo dello stile di citazione Chicago, quello che molti relatori chiedono e che quasi nessuno spiega davvero.

Il problema, di solito, sono le note a piè di pagina e la bibliografia: sai che devi farle in un certo modo, ma non è mai chiarissimo quale. E mentre scrivi la tesi, l’ultima cosa che vuoi è perdere tempo su queste cose.

In questa guida trovi come funziona lo stile Chicago, come citare nel testo e come sistemare la bibliografia mentre stai scrivendo, senza dover provare dieci versioni diverse sperando che vadano bene.

Cos'è lo stile Chicago?

Partiamo dalle basi. Che tipo di stile è? Fondamentalmente, è il re degli standard per la scrittura accademica, nato tra le mura della University of Chicago. A differenza dello stile MLA (usato spesso in letteratura) o dello stile dell’American Psychological Association (il famoso APA, caro alle scienze sociali), questo che andiamo a vedere oggi, è un vero camaleonte.

Viene usato tantissimo nelle discipline umanistiche (storia, arte, letteratura), ma ha una doppia anima che lo rende perfetto per quasi tutto. La scelta dello stile spesso dipende dal tuo docente di riferimento, quindi prima di iniziare, chiedi sempre! 

Stile Chicago: i due sistemi

Per prima cosa, ti trovi davanti ad uno stile che si divide in due grandi rami:

  1. Note e Bibliografia: È il preferito da chi ama la storia e l’arte. Qui la citazione nel testo sparisce e lascia spazio a un numerino minuscolo (la nota a piè di pagina) che rimanda al fondo della pagina. Molto elegante, molto “vintage”.

  2. Sistema autore-data: Questo è il preferito dalle scienze sociali. Funziona in modo simile allo stile MLA, dove inserisci nome dell’autore e anno di pubblicazione direttamente tra parentesi mentre scrivi.

Il sistema note e bibliografia secondo il manuale di stile

Entriamo nel vivo del formato. Se il tuo prof è un tipo raffinato, ti chiederà sicuramente il sistema con nota a piè di pagina.

Quando si cita un autore in questo sistema, devi inserire un numero in apice alla fine della frase. Quel numerino rimanda a un testo a piè di pagina dove dovrai redigere una citazione completa.

Come funziona la citazione in nota?

La prima citazione di una fonte deve essere completa. Ecco un esempio di citazione per un libro:

1. Nome Cognome, Titolo del Libro (Città: Editore, Anno), numero di pagina.

Se citi lo stesso libro subito dopo, puoi usare la forma abbreviata (Cognome, Titolo abbreviato, pagina). Niente più “Ibidem” ossessivo come negli anni ’90, adesso si preferisce la chiarezza delle forme brevi. Questo rende la scrittura accademica molto più fluida.

Stile di citazione di siti web e fonti digitali

Nell’era di internet, la citazione di siti web è fondamentale. Dovrai inserire:

  • Nome dell’autore (se c’è è necessario indicare il nome)

  • Titolo completo della pagina

  • Titolo del sito (indicare il titolo)

  • Data di pubblicazione o data dell’ultima revisione della pagina

  • URL

  • È spesso necessario indicare la data di accesso (la famosa data di accesso in cui avete consultato il sito).

Esempio:

2. "Storia del Jazz," Chicago Historical Society, ultima modifica 12 Maggio 2023, URL.

Sistema Autore-Data

Se il sistema note e bibliografia ti sembra troppo barocco, questo secondo sistema è la tua ancora di salvezza. Qui la citazione prevede la segnalazione dell’autore e l’anno di pubblicazione direttamente tra parentesi. La citazione parentetica sta all’interno del testo.

Citare una pagina web

Se stai parlando dell’importanza del blues a Chicago, scriverete:

(Smith 2021, 45).

Dove “Smith” è l’autore, “2021” è l’anno e “45” è il numero di pagina.

In questo caso, la bibliografia le opere sarà ordinata alfabeticamente per cognome e l’anno sarà la prima cosa che salta all’occhio dopo l’autore. È un sistema di citazione molto pratico perché permette al lettore di fare riferimento subito alla fonte senza staccare gli occhi dal paragrafo.

Hai ancora dubbi sulla bibliografia o sulle citazioni della tua tesi?

Se tra stili APA, MLA, fonti online e PDF sospetti senti che qualcosa potrebbe sfuggirti, fermarti un attimo è la scelta più intelligente. Una bibliografia sbagliata può compromettere anche un ottimo lavoro, mentre una revisione fatta bene ti mette al riparo da errori evitabili e richieste infinite del relatore.

Bibliografia

Arrivato alla fine della vostra tesi, ti aspetta la bibliografia finale. Non è un semplice elenco buttato lì a caso, ne l’elenco di tutte le citazioni ripetute. La bibliografia è lo specchio della tua serietà accademica.

Secondo lo stile di citazione chicago, la bibliografia completa deve elencare tutte le fonti che hai consultato, anche quelle che non hanno una citazione in nota diretta (ma occhio a non esagerare, chiedi al prof se preferisce solo i testi citati).

Studentessa confusa davanti alla bibliografia della tesi in stile Chicago

Come compilare una bibliografia perfetta

Ecco alcune regole d’oro per il vostro elenco bibliografico:

  1. Ordine: Le voci vanno ordinate alfabeticamente per cognome dell’autore.

  2. Formato: Si usa il cognome e poi il nome (es. Smith, John).

  3. Rientro sporgente: La prima riga è a filo, le successive sono rientrate. Fa molto “pro”.

  4. Differenza tra bibliografia e nota: Mentre nella nota a piè di pagina si utilizzano le virgole per separare gli elementi, nella bibliografia usa i punti fermi.

Esempio di bibliografia (libro)

Smith, John. L'architettura di Chicago. Chicago: University of Chicago Press, 2021.

Se hai a che fare con opere di un autore singolo, è facile. Se invece hai un caso di opere scritte da più persone, il primo autore si inverte (Cognome, Nome), ma i successivi restano (Nome Cognome). Se sono più di dieci autori… beh, forse hai scelto un manuale di medicina nucleare per sbaglio!

Citazione bibliografica: casi particolari

Non tutto è un libro semplice. Cosa succede nel caso di citazioni da articoli di riviste o video?

Articoli di rivista

Qui dovrai indicare il volume, il numero del fascicolo e le pagine totali dell’articolo.

Mentre i titoli dei libri vanno in corsivo, i titoli degli articoli vanno tra virgolette. Il manuale di stile è molto rigido su questo.

Citazione indiretta (parafrasi)

Se non volete fare un “copia e incolla” (che puzza di plagio lontano un miglio), utilizza la citazione indiretta. Anche se utilizzi parole tue per spiegare un concetto altrui, dovrai comunque inserire la citazione. Non fare il furbo: il riferimento bibliografico serve a dare credito a chi ha avuto l’idea prima di voi.

gli errori da evitare nella bibliografia e nelle citazioni della tesi

Formato Chicago: errori da evitare (il "cringe" accademico)

  • Dimenticare l’URL: Se la fonte è online, l’URL è sacro. Non mettere solo “Google”.

  • Sbagliare l’ordine: La bibliografia non è un diario. Deve essere ordinata alfabeticamente.

  • Omettendo la citazione in bibliografia: Se c’è una citazione nel testo, ci deve essere il corrispondente riferimento bibliografico alla fine. Sempre.

  • Confusioni tra i due sistemi: Non mischiare le note a piè di pagina con il sistema autore-data nello stesso capitolo. Scegline uno e portatelo fino alla tomba (o almeno fino alla laurea).

L'importanza delle informazioni sulla pubblicazione

Ogni citazione in stile chicago deve essere completa. Mancano i dati dell’editore? Cercateli. Non c’è la data di pubblicazione? Usa “s.d.” (senza data), ma assicuri di aver cercato bene nella biblioteca universitaria o nel catalogo of chicago press.

Tipi di citazione: diretta e indiretta

Nel formato chicago, la citazione di questi documenti può presentarsi sotto forma di citazioni brevi o lunghe (block quotes).

  • Se la citazione è più lunga di 5 righe, dovrai staccarla dal testo, rimpicciolire il font e non usare le virgolette.

  • Ogni frase che introduce la citazione dovrebbe essere chiara, spiegando perché quel pezzo di testo è lì. Non “lanciare” citazioni come se fossero coriandoli.

Norma la citazione con cura: indicare la citazione correttamente significa che l’intera citazione (dalla prima parola all’ultimo punto) è verificabile dal lettore.

Come gestire la ricerca bibliografica

Mentre scrivi la tesi, tieni un file Excel o utilizza un software come Zotero per salvare ogni riferimento bibliografico. Non c’è niente di peggio che avere una citazione nel testo e non ricordarsi più da dove cavolo arrivi.

Seguendo le indicazioni seguenti del manuale chicago, ricordati che:

Gli autori singoli precedono un gruppo con altri autori.

I titoli delle opere vanno sempre in corsivo.

La pagina o a fine capitolo (se usate le note finali) deve essere formattata coerentemente.

Chicago B: Cos'è?

A volte sentirai parlare di Chicago B. È semplicemente un altro modo per chiamare il sistema autore-data. Mentre la bibliografia nel sistema A (note) è più discorsiva, nel sistema B è focalizzata sull’anno.

Conclusione: diventare maestri dello Stile di Chicago

Citare correttamente non è solo un obbligo per evitare il software anti-plagio ma è un atto di rispetto verso la comunità scientifica. Lo stile di citazione chicago ti permette di costruire una tesi solida, elegante e, soprattutto, a prova di critica.

Che utilizzi le note a piè di pagina o note finali, l’importante è la coerenza. Ricontrolla ogni virgola, ogni numero di pagina e ogni URL. E se ti senti perso, ricordati che anche i più grandi geni sono passati attraverso il trauma del manuale di stile.

Forza, il traguardo è vicino! Una volta domato il chicago manual of style, la corona d’alloro sarà molto più vicina.

Bibliografico: Un piccolo riassunto visivo

Ecco un esempio di bibliografia per fissare i concetti:

Tipo di FonteBibliografiaNota a Piè di Pagina
LibroRossi, Mario. La Tesi Perfetta. Milano: Hoepli, 2024.1. Mario Rossi, La Tesi Perfetta (Milano: Hoepli, 2024), 20.
Sito WebBianchi, Luca. “Web Design.” Blog Tech. 2023. URL.2. Luca Bianchi, “Web Design,” Blog Tech, 2023, URL.

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Scritto con il supporto di Francesco P. – Tutor in Ingegneria

FAQ - Domande Frequenti sullo stile di citazione Chicago

Secondo le versioni più recenti del Chicago Manual of Style (17esima edizione), l’uso di “Ibidem” è scoraggiato. Si preferisce usare la forma abbreviata del nome dell’autore e del titolo. Tuttavia, controlla sempre cosa dice il tuo docente di riferimento, perché alcuni prof “old school” lo amano ancora.

Niente panico! Se la data di pubblicazione non è disponibile, cerca la data dell’ultima revisione della pagina. Se manca anche quella, nel riferimento bibliografico dovrai indicare la data di accesso (es. “Consultato il 6 febbraio 2026”) e usare l’abbreviazione “s.d.” (senza data).

La differenza più “pop” è che lo stile MLA è fissato con l’autore e il numero di pagina tra parentesi (es. Smith 12), mentre il Chicago (nella sua versione più famosa) usa le note a piè di pagina. Inoltre, il Chicago è molto più pignolo sui dettagli della pubblicazione (città ed editore) nella citazione completa.

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