Non riesco a scrivere la tesi: perché ti blocchi e come iniziare a scrivere

Scrivere la tesi✍️ Carmela M., tutor di Scienze dell’Educazione🗓️ Aggiornato il 31 ottobre 2026⏱️ 9 min di lettura
Studente sommerso da post-it colorati che sorride con una tazza in mano: quando non riesci a scrivere la tesi si riparte da compiti piccoli

In breve. Se non riesci a scrivere la tesi, di solito il problema sta un passo prima della scrittura: un indice troppo vago, un argomento troppo largo, un relatore sparito da settimane o l’idea che la prima stesura debba essere già perfetta. Si riparte da un compito piccolo e definito (una frase per capitolo, 300 parole al giorno), con sessioni brevi e regolari e una mail al relatore con una data. Se dopo due o tre settimane sei ancora al punto di partenza, ti manca un pezzo di metodo: è il momento di farti affiancare da qualcuno che te lo insegni.

Il file Word si chiama «Tesi_definitiva_v3» e contiene il frontespizio e mezza pagina di introduzione, rifatta quattro volte. Ogni sera lo apri, guardi il cursore, controlli il telefono, richiudi. «Non riesco a scrivere la mia tesi», ti ripeti, e ti sembra di essere l’unica persona a cui succede. Non è così: molti studenti si trovano in una situazione simile, ce lo raccontano ogni settimana, e quasi sempre il blocco ha una causa precisa che si può sistemare.

Perché non riesco a scrivere la tesi?

Il blocco nella scrittura della tesi raramente è un problema di volontà. Le ricerche sulla procrastinazione mostrano che rimandiamo soprattutto i compiti che percepiamo come sgradevoli, poco definiti e con una ricompensa lontana (Steel, 2007). La tesi di laurea ha tutte e tre le caratteristiche. Nella pratica, le cause più frequenti sono queste:

  • Non sai da dove cominciare. Nessuno ti ha mai spiegato come si costruisce un lavoro accademico di 40-60 pagine: fino a oggi hai preparato esami, non scritto testi lunghi. Ogni tesi ha una metodologia e una struttura che all’università si danno per scontate.
  • L’indice è troppo vago. Se un capitolo si chiama solo «Il contesto», ogni volta che lo apri devi decidere da capo cosa metterci.
  • L’argomento è troppo largo. Più fonti leggi, più ti sembra di non sapere abbastanza per iniziare a scrivere, finché ti scoraggi prima ancora di iniziare.
  • Vuoi la tesi perfetta al primo colpo. Scrivi una frase, la cancelli, la riscrivi: dopo un’ora hai tre righe e nessuna voglia di continuare.
  • Il relatore è sparito. Senza un riscontro non sai se stai andando nella direzione giusta, e smetti di andare.
  • Il tempo è a pezzi. Lavoro, tirocinio, ultimi esami: scrivi solo quando «hai la giornata libera», cioè quasi mai.

Riconoscere la tua causa conta più di qualsiasi trucco, perché ognuna si risolve in modo diverso. Le prossime sezioni partono da qui.

Studente seduto alla scrivania con le mani sulla fronte davanti al laptop: il blocco quando non riesci a scrivere la tesi
Il blocco ha quasi sempre una causa precisa: trovarla è il primo passo per ripartire.

Da dove comincio se non so come scrivere la tesi?

Dal compito più piccolo che puoi chiudere oggi. Prima di iniziare la stesura vera e propria, prepara la struttura che ti dirà ogni giorno cosa fare:

  1. Rileggi quello che hai già. Note del docente, titolo approvato, fonti salvate. Mezz’ora, non di più.
  2. Scrivi una frase per capitolo. Cosa deve dimostrare quel capitolo? Se non riesci a dirlo in una frase, il problema è il capitolo, e nessuna tecnica di scrittura lo risolverà.
  3. Trasforma l’indice in un indice ragionato. Sotto ogni paragrafo, due o tre righe su cosa conterrà e quali fonti userai: una specie di bibliografia ragionata. Qui trovi quanti capitoli fare e cosa metterci dentro.
  4. Parti dal paragrafo più facile. Non serve cominciare dall’introduzione: conviene scriverla alla fine. Inizia dalla parte che conosci meglio e lascia per dopo il capitolo teorico (la literature review), se è quello che ti spaventa.
  5. Accetta una bozza brutta. Il primo obiettivo è buttare giù qualcosa da correggere, non un testo da consegnare.

Se sei ancora al passo prima, cioè senza un argomento chiaro, parti da come scegliere l’argomento della tesi.

Come superare il blocco e riprendere la scrittura della tesi?

Con sessioni brevi e regolari, non con le maratone. Robert Boice, psicologo che ha studiato per anni le abitudini di scrittura dei giovani docenti universitari, ha osservato che chi scriveva poco ma ogni giorno produceva molte più pagine di chi aspettava le giornate libere per scrivere tutto insieme (Boice, 1990). Ecco i consigli pratici da applicare, passo dopo passo:

  • 25 minuti, poi 5 di pausa. È la tecnica del pomodoro: un timer, il telefono in un’altra stanza, un solo paragrafo aperto: è più facile concentrarti per 25 minuti che per un pomeriggio intero.
  • Un obiettivo in parole, non in ore. 300-500 parole al giorno sono circa una pagina e mezza: in un mese fanno un capitolo abbondante.
  • Scrivi senza correggere. Rileggi il giorno dopo, non mentre scrivi. Se manca una citazione, metti [FONTE] e vai avanti: durante la stesura conta solo andare avanti, la rielaborazione viene dopo.
  • Fermati a metà frase. Il giorno dopo saprai esattamente da dove riprendere, invece di trovarti di nuovo davanti al foglio bianco.
  • Cambia posto. Biblioteca, aula studio, un bar tranquillo: se a casa ti blocchi sempre, il problema può essere anche il divano.
  • Parla prima di scrivere. Spiega il paragrafo a voce, a un amico o registrandoti sul telefono, poi trascrivi. Spesso le idee ci sono già: è la pagina che le blocca.
Studentessa che scrive in un’agenda il piano della giornata per ricominciare a scrivere la tesi
Un obiettivo piccolo e scritto («300 parole oggi», non «il capitolo 2») è quello che sblocca di più.

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✍️ Ti blocchi sempre nello stesso punto?

Un tutor della tua materia ti insegna il metodo e ti segue capitolo per capitolo, in videochiamata. A scrivere sei tu: noi ti spieghiamo come si fa.

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    Come superare la paura della pagina bianca e l’ansia per la tesi?

    Abbassando la posta di ogni singola sessione. La paura della pagina bianca cresce quando, ogni volta che apri il file, ti chiedi «a che punto è la tesi?» invece di «cosa scrivo nei prossimi 25 minuti?». Tieni un foglio a parte con l’elenco dei paragrafi e spunta quelli fatti: vedere la lista accorciarsi aiuta più di qualunque discorso motivazionale.

    Se però l’ansia ti toglie il sonno o ti fa evitare anche le lezioni e gli amici, è una questione di salute mentale e il metodo da solo non basta. Abbiamo scritto una guida dedicata all’ansia da tesi, e molti atenei hanno un servizio di counseling psicologico gratuito per gli studenti: chiedere un colloquio è un modo serio di affrontarlo, con un servizio che paghi già con le tasse universitarie.

    Come capire se la parte di tesi già scritta è recuperabile?

    Quasi sempre lo è più di quanto pensi. Prima di buttare tutto e riscrivere da zero, rileggi le pagine con tre domande:

    • Il paragrafo risponde a una domanda che sta nell’indice?
    • Le affermazioni importanti hanno una fonte?
    • Si capisce anche senza leggere quello che viene prima?

    Se la risposta è sì ad almeno due domande, il testo si sistema con una revisione. Se è no a tutte e tre, salva comunque il file in una cartella «materiale»: idee e fonti restano utili anche se la forma cambia. Rifare da capo un capitolo intero è raramente necessario, e di solito è il modo più lento per ripartire.

    Come chiedere un feedback al relatore dopo un periodo di pausa?

    Con una mail breve, senza lunghe scuse e con una proposta concreta. Al prof non serve sapere perché ti sei fermato per due mesi: vuole sapere a che punto sei e quando potrà leggere qualcosa. Puoi partire da qui:

    ✉️ Esempio di mail al relatore

    Gentile Professoressa / Gentile Professore,
    le scrivo per aggiornarla sulla tesi. Nelle ultime settimane ho rallentato, ma ho ripreso il lavoro: ho rivisto l’indice, che le allego, e sto scrivendo il secondo capitolo. Le chiedo se possiamo sentirci per un riscontro sulla struttura; conto di mandarle il capitolo entro il [data].
    Grazie e buona giornata,
    [Nome Cognome, matricola]

    Una data scritta in una mail funziona meglio di qualunque buon proposito, perché è difficile ignorarla. Se il problema è proprio il rapporto con chi ti segue, leggi come scegliere il relatore giusto per la tesi.

    Come organizzare il lavoro per laurearti in tempo?

    Partendo dalla scadenza e andando all’indietro. Segna la data di caricamento della tesi (non quella della seduta di laurea, che viene dopo), togli due settimane per revisione, impaginazione e controllo antiplagio, e dividi il tempo che resta per il numero di capitoli e per le pagine che devi scrivere. Se ti esce meno di una settimana per capitolo, il piano non è fattibile ed è meglio parlarne subito con il relatore. Con un semestre davanti, invece, una triennale si chiude anche lavorando.

    300-500parole al giorno: un ritmo che regge anche se lavori
    6-10settimane di lavoro effettivo per una tesi triennale
    10-16settimane per una tesi di laurea magistrale

    Tempi per tipo di tesi e piani pronti da 8 e 12 settimane sono nella guida su quanto tempo serve per scrivere la tesi.

    Quando farsi aiutare da un tutor per la tesi di laurea?

    Quando hai già provato a ripartire e dopo due o tre settimane sei ancora nello stesso punto. Di solito vuol dire che manca un pezzo di metodo che nessuno ti ha mai insegnato: come si costruisce un capitolo, come si utilizzano e si confrontano le fonti sull’argomento, come si risponde alle correzioni del docente.

    Nelle lezioni per la tesi un tutor della tua materia lavora con te sul tuo documento, in videochiamata, con un obiettivo per ogni lezione: chiudere l’indice, sbloccare il secondo capitolo, sistemare le citazioni. A scrivere sei tu, e la tesi resta tua. Nella pagina puoi scoprire come funzionano e quanto costano.

    Se invece la scadenza è tra poche settimane e sei ancora all’indice, le lezioni da sole rischiano di non bastare: in quel caso guarda il supporto per chi ha poco tempo, con un piano lampo capitolo per capitolo.

    😌 Rispondiamo in pochi minuti.

    Raccontaci a che punto sei con la tesi

    Capiamo insieme cosa ti blocca e ti diciamo quante lezioni ti servono, più o meno. Se le lezioni non sono la scelta giusta per te, te lo diciamo.

      Rispondiamo in pochi minuti. Nessun impegno.

      ✍️ Questo articolo è stato scritto da Carmela M., tutor di Scienze dell’Educazione di Gruppo Aiuto Tesi. Si occupa di metodi di ricerca e scrittura accademica e aiuta gli studenti a impostare e portare a termine la tesi. Scopri tutti i tutor per la tesi di laurea.

      Domande frequenti

      Le domande che ci fanno più spesso quando la tesi è ferma.

      Di solito per una causa precisa: indice troppo vago, argomento troppo largo, perfezionismo, relatore assente o tempo frammentato. Capire qual è la tua è il primo passo per ripartire.

      Sì, succede a tantissimi studenti universitari, soprattutto perché la tesi è spesso il primo lavoro lungo del percorso di studi. Diventa un problema quando il blocco dura settimane: lì serve cambiare metodo, non aspettare l’ispirazione.

      Meno di quanto pensi: per scrivere una tesi bastano 1-2 ore concentrate tutti i giorni, che valgono più di una giornata intera ogni tanto. Meglio fissare un obiettivo in parole (300-500) che in ore.

      Quasi mai. Prima prova a restringerlo: un aspetto, un periodo, un caso. Cambiare argomento vuol dire rifare ricerca e indice, e va sempre concordato con il relatore.

      Può aiutarti a fare una scaletta o a trovare parole chiave per la ricerca, ma il testo devi scriverlo tu: molti atenei limitano l’uso dell’IA nella tesi e i detector lo cercano. Qui spieghiamo cosa misura la percentuale di AI nella tesi.

      Passi alla sessione successiva: è un ritardo, non una bocciatura. Controlla le scadenze di caricamento del tuo ateneo e, se manca poco, scrivi al relatore per capire se la sessione è ancora realistica.

      Copertina del libro Come si fa la tesi (senza impazzire) di Gruppo Aiuto Tesi

      Questo tema ha un capitolo tutto suo 📖

      «Come si fa la tesi (senza impazzire)» è la nostra guida pratica per la triennale: 17 capitoli dalla scelta dell’argomento alla discussione, senza paroloni e senza ansia. Di blocchi, tempo e motivazione parliamo nel capitolo 17 — “Tempo e testa”. Lo trovi su Amazon, in cartaceo e in ebook.

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      Fonti
      Steel P., The nature of procrastination, Psychological Bulletin, 133(1), 2007 · Boice R., Professors as Writers: A Self-Help Guide to Productive Writing, New Forums Press, 1990 · Cirillo F., La tecnica del pomodoro