Percentuale di AI nella tesi di laurea: cosa rilevano i detector IA (Turnitin compreso)

Antiplagio e originalità✍️ Francesco P., tutor di Ingegneria🗓️ Aggiornato il 18 ottobre 2026⏱️ 15 min di lettura
Studentessa sconvolta su sfondo giallo che mostra un foglio con il risultato di un rilevatore IA: 47% di testo probabilmente generato da AI

In breve. La percentuale di AI nella tesi di laurea è la quota di testo che un rilevatore giudica probabilmente scritta da un’intelligenza artificiale: è una stima statistica, non una prova, e non c’entra niente con la percentuale di plagio. Turnitin oggi produce il report AI solo per 7 lingue e l’italiano per ora non è tra queste; Compilatio invece analizza anche l’italiano e dichiara un’affidabilità del 94-99%. Nessun ateneo italiano fissa una soglia ufficiale di AI ammessa: decidono le regole del tuo corso e il tuo relatore, che può usare il software che vuole (o semplicemente leggere).

Hai caricato il tuo lavoro su un detector gratuito alle due di notte. Lui ci ha pensato tre secondi e ti ha sputato in faccia un bel 47% AI, generato in tre secondi da un algoritmo che non ha mai visto il tuo relatore.

Ora sei lì, a tre settimane dalla consegna, con il cuore a 140 e una domanda sola: «ma è grave?». Seguita a ruota da: «ma il software dell’università se ne accorge?», «ma il relatore lo vede?», «ma perché il paragrafo che ho scritto io, con le mie manine, risulta robotico?».

Respira. Qui mettiamo in fila cosa misura davvero la percentuale di intelligenza artificiale (IA), cosa vedono Turnitin e Compilatio, quanto sono affidabili gli strumenti di controllo e cosa fare se il punteggio è alto. Solo fonti ufficiali e documenti delle università italiane, niente leggende da gruppo WhatsApp. Vale per la tesi triennale, la tesi magistrale e anche per la tesi di dottorato.

7lingue in cui Turnitin rileva l’AI. L’italiano, per ora, non c’è
94-99%affidabilità dichiarata dal rilevatore AI di Compilatio, che analizza anche l’italiano
0soglie ufficiali di AI ammessa nei regolamenti d’ateneo che abbiamo letto
<1%falsi positivi dichiarati dai produttori. Gli studi indipendenti dicono altro

Cos’è la percentuale di AI nella tesi?

È la parte del testo che un software giudica con alta probabilità generata da un modello come ChatGPT, Claude o Gemini, espressa in percentuale sul testo analizzato. Non dice «chi» ha scritto l’elaborato: dice quanto il testo somiglia statisticamente a quello che produce uno strumento di IA.

Un esempio concreto: per Compilatio un 10% di AI su un documento di 1.000 parole significa che circa 100 parole hanno uno stile simile a quello di un testo generato (fonte: supporto Compilatio). L’altro grande software, Turnitin, ragiona per frasi: dà a ogni frase un punteggio da 0 a 1 e la percentuale finale è la quota di frasi etichettate come AI sul totale delle frasi analizzate.

Due dettagli che quasi nessuno sa:

  • non tutto il testo viene analizzato. Per analizzare la prosa, il modulo AI esclude elenchi puntati, titoli, bibliografia, tabelle, formule e codice: la percentuale riguarda la prosa, non l’intera tesi.
  • serve un minimo di testo. Sotto le 300 parole di prosa il rilevatore non produce nessun risultato.

Come funziona un sistema antiplagio per tesi (e perché non misura l’AI)?

Un sistema antiplagio confronta il tuo testo con un database di fonti già esistenti e segnala le corrispondenze; la percentuale di AI, invece, stima lo stile con cui il testo è scritto, senza confrontarlo con niente. Sono due misure diverse, anche quando compaiono nello stesso report. Puoi avere 0% di similarità e 80% di AI, perché il testo generato è nuovo, solo che si riconosce. Oppure il contrario: zero AI e tanta similarità, se hai copiato a mano da un manuale o da tesi precedenti. Il software antiplagio tradizionale e il rilevatore di IA sono due strumenti diversi, anche quando stanno nello stesso report.

Percentuale di plagio (similarità)Percentuale di AI
Cosa misuraQuanto il testo coincide con fonti esistenti (siti, articoli accademici, altre tesi caricate nel database)Quanto lo stile del testo somiglia a quello di un testo generato
Cosa ti mostraLe corrispondenze, fonte per fonteLe frasi sospette, senza nessuna fonte di confronto
È una prova?Sì, la corrispondenza si vedeNo, è una probabilità
Come si sistemaCitazione diretta tra virgolette o parafrasi con la fonteRiscrivere davvero, con il tuo ragionamento

Se il tuo problema è la percentuale di plagio della tesi, ti serve un’altra guida: quella su come evitare il plagio nella tesi, o direttamente il controllo antiplagio con revisione. Da qui in poi parliamo solo di AI.

ChatGPT e gli altri strumenti di IA possono essere rilevati nella tesi?

Sì: un rilevatore di IA riconosce l’impronta statistica che ChatGPT, Claude o Gemini lasciano nel testo, perché non cerca il tuo testo da qualche parte ma lo legge e calcola quanto è prevedibile. L’unica eccezione importante, per ora, è Turnitin sui testi in italiano (lo vediamo sotto). I modelli linguistici scelgono quasi sempre la parola più probabile, e il risultato ha un’impronta precisa: frasi tutte lunghe uguali, transizioni da manuale («inoltre», «in conclusione», «è importante sottolineare»), lessico pulito ma piatto, zero spigoli.

Il detector è a sua volta un modello addestrato su milioni di testi umani e testi generati, che ha imparato a riconoscere quell’impronta. Per questo:

  • cambiare modello non cambia niente: ChatGPT, Claude, Gemini o DeepSeek lasciano tracce simili.
  • cancellare la cronologia di ChatGPT non serve a nulla: il detector analizza il testo, non il tuo account, e non ha bisogno di confrontarlo con niente per segnalarlo.
  • il risultato è sempre una stima, e le stime sbagliano in tutte e due le direzioni: possono segnalare un testo originale e lasciar passare un testo generato.

Turnitin rileva ChatGPT nella tesi di laurea in italiano?

Oggi no: il rilevamento AI di Turnitin funziona solo su testi lunghi in inglese, spagnolo, giapponese, arabo, olandese, tedesco e turco, e sui documenti in altre lingue non genera nessun report AI. Lo scrive la FAQ ufficiale di Turnitin, aggiornata a ottobre 2026, e lo conferma l’Università di Palermo nella comunicazione sul modulo AI.

📌 Fonte ufficiale Turnitin, AI writing detection capabilities FAQs (ottobre 2026): rilevamento AI su testi lunghi in inglese, spagnolo, giapponese, arabo, olandese, tedesco e turco. Sui documenti in altre lingue il report AI non viene generato.

Prima che ti parta il sorriso, quattro cose.

1. La lista delle lingue si allunga ogni pochi mesi

Il modulo AI aggiunge lingue nuove a un ritmo serrato. L’arabo è arrivato il 18 agosto 2026, tedesco, olandese e turco a inizio ottobre 2026 (aggiornamenti di prodotto Turnitin). L’italiano non ha ancora una data, ma la direzione è chiarissima. Una tesi resta in archivio per anni, e i controlli possono essere rifatti dopo: scommettere sulla lingua di oggi è un piano con la data di scadenza.

2. Le parti in inglese passano eccome

Tutto quello che nella tesi è scritto in inglese viene analizzato dal modulo AI. Abstract, capitoli scritti in inglese, tesi di un corso di laurea internazionale: lì il modulo AI lavora. E l’abstract è proprio la parte che in tanti fanno scrivere a ChatGPT «perché tanto è corto».

3. Il relatore non è obbligato a usare quel software

Il relatore può controllare l’elaborato con qualsiasi software, anche gratuito. Molti atenei italiani lavorano con un altro software, che l’italiano lo analizza (lo vediamo tra un attimo). E nessuno vieta al relatore di passare un capitolo su un altro rilevatore, magari gratuito.

4. Il relatore legge

La lettura del relatore resta il controllo più difficile da superare. Ed è il controllo accademico più vecchio ed efficace del mondo. Uno che ha seguito duecento tesi riconosce un capitolo generato al secondo paragrafo: fonti che non esistono (l’AI le inventa con una sicurezza commovente), tono da comunicato stampa, concetti che non avete mai visto a ricevimento, un salto di stile tra il capitolo 2 e il 3 che manco un trapianto di cervello. Te lo chiede a voce, e lì nessun software ti salva.

📊 Quando il rapporto AI di Turnitin viene generato

  • lo vedono solo docenti e amministratori, non gli studenti;
  • tra l’1% e il 19% non mostra il numero ma un asterisco (*%), perché in quella fascia i falsi positivi sono più probabili;
  • dichiara di rilevare anche testo AI passato da parafrasatori e «humanizer», per ora solo in inglese;
  • il produttore stesso dice che il risultato non deve essere l’unica base per una decisione sullo studente.

✅ Prima analisi gratuita. Nessun impegno.

🤖 Vuoi sapere che numero vedrà il tuo relatore?

Verifichiamo la tesi con gli strumenti del tuo ateneo e un tutor della tua materia rivede con te i paragrafi segnalati, capitolo per capitolo, con report prima e dopo.

    Rispondiamo in pochi minuti. Nessun impegno.

    E Compilatio rileva l’intelligenza artificiale in italiano?

    Sì: il rilevatore AI di Compilatio Magister+ analizza anche i testi in italiano e dichiara un’affidabilità tra il 94% e il 99% sui testi accademici, con falsi positivi sotto l’1%. Sono dati del produttore, misurati su circa 7.400 testi in 24 lingue (supporto Compilatio).

    È uno dei software antiplagio più usati dalle università italiane per il controllo delle tesi: a Ca’ Foscari, per esempio, il caricamento della tesi su Compilatio è obbligatorio. Nel report l’AI compare come una delle voci della percentuale di «testi sospetti», accanto alle somiglianze.

    Un dettaglio onesto che il produttore scrive nero su bianco, e che dovrebbe stare in ogni regolamento accademico: nessun rilevatore AI può essere affidabile al 100%, e il software non mostra «prove» dei passaggi sospetti. Per questo consiglia ai docenti di parlarne con lo studente a voce. Tradotto: se il numero è alto, la conversazione arriva.

    Come si legge e interpreta un report antiplagio e AI?

    Nel report antiplagio leggi le corrispondenze fonte per fonte; il rapporto AI invece mostra un valore complessivo e le frasi o i passaggi che il software ha giudicato generati, evidenziati nel testo: non mostra nessuna fonte, perché non sta confrontando il testo con niente. È la differenza più importante rispetto al report antiplagio, dove ogni corrispondenza ha accanto la sua fonte e puoi confrontare il testo con l’originale.

    TurnitinCompilatio Magister+
    Testi in italianoReport AI non generato (ottobre 2026)Sì, analizzati
    Come mostra il risultatoPercentuale di frasi giudicate AI; da 1% a 19% solo un asteriscoPercentuale di testo con stile simile all’AI, dentro la voce «testi sospetti»
    Chi lo vedeSolo docenti e amministratoriIl docente, nel report di analisi
    Testo minimo300 parole di prosaNon dichiarato nelle fonti consultate
    Affidabilità dichiarataFalsi positivi sotto l’1% oltre il 20% di AI94-99%, falsi positivi sotto l’1%
    Cosa dice il produttoreNon usarlo come unica base per decidereNessun rilevatore è affidabile al 100%

    Tre regole per leggerlo senza farsi venire un infarto:

    • guarda dove sono le frasi segnalate, non solo il numero. Un 25% concentrato nell’introduzione è un problema diverso da un 25% sparso in tutta la tesi.
    • il valore più alto non è sempre il più grave. Definizioni standard, formule tipiche della tua disciplina e frasi molto brevi vengono segnalate più spesso, anche se sono tue.

    Il risultato è l’inizio della conversazione, non la sentenza.

    Lo dicono gli stessi produttori, e lo ripetono le linee guida degli atenei.

    I software antiplagio e i detector AI gratuiti sono affidabili?

    Sono utili per un controllo preventivo, non per decidere niente: gli antiplagio gratuiti confrontano il testo con meno fonti di quelli universitari, mentre i detector AI gratuiti usano ognuno un modello diverso, quindi la stessa pagina può dare risultati molto lontani da uno strumento all’altro. GPTZero dichiara il 99% di accuratezza, ZeroGPT il 98,4%, Copyleaks oltre il 99%: tutti numeri forniti dai produttori stessi.

    Quando a misurare sono altri, il quadro cambia:

    61%dei saggi di non madrelingua inglese segnalati come AI, in media, da 7 detector (Stanford, Liang e altri, 2023)
    14strumenti testati, Turnitin compreso: «né accurati né affidabili» (Weber-Wulff e altri, 2023)
    26%dei testi generati riconosciuti dal rilevatore di OpenAI, ritirato nel luglio 2023 (e il 9% dei testi umani segnalati come AI)
    Studente sorpreso con un laptop che mostra lo stesso testo analizzato da due detector AI gratuiti con risultati diversi, 12% e 68%
    Stesso testo, due detector, due numeri diversi: per questo conta solo il software del tuo ateneo.

    Morale: il detector gratuito ti dice se c’è qualcosa da guardare, e molti studenti ci perdono le notti per un numero che il loro ateneo non vedrà mai. Per sapere cosa vedrà il tuo ateneo serve lo stesso software che usa il tuo ateneo.

    Qual è la percentuale di similarità e di IA accettabile per una tesi?

    Una soglia nazionale non esiste né per la similarità né per l’IA: nessun regolamento d’ateneo che abbiamo letto fissa una percentuale di AI ammessa, e la soglia di similarità, quando c’è, la decidono il corso di laurea o il relatore. Per la similarità conta soprattutto cosa c’è dentro il numero: citazioni corrette e bibliografia pesano in modo diverso da paragrafi copiati (ne parliamo nella guida sul plagio nella tesi). Le soglie che girano online («sotto il 20% sei tranquillo») sono leggende da blog, senza nessun documento ufficiale dietro.

    Per l’IA, quello che esiste sono le linee guida sull’uso dell’intelligenza artificiale, e vanno tutte nella stessa direzione:

    • l’AI si può usare, ma va dichiarata. Ca’ Foscari e Pavia chiedono nell’elaborato una dichiarazione su quali strumenti hai usato e per cosa (linee guida Pavia 2026).
    • il testo generato non dichiarato è trattato come plagio. È la linea dell’Università di Camerino nelle linee guida per gli studenti, che richiamano anche la legge 475 del 1925 sulle tesi non originali.
    • il detector da solo non basta per sanzionare. Camerino scrive che nessuna decisione disciplinare si baserà solo sull’esito di un rilevatore; Bergamo definisce i detector «poco affidabili» e da usare in modo non esclusivo.

    Quindi la domanda giusta per il tuo percorso accademico non è «quanto posso avere?», ma «se il mio relatore mi chiede di spiegare questo capitolo, so farlo?». Se la risposta è sì, sei messo bene. Se è «più o meno», il numero è l’ultimo dei tuoi pensieri.

    Usare l’IA nella tesi è plagio?

    Non automaticamente: usare l’intelligenza artificiale non è plagiare, ma presentare come tuo un testo generato senza dichiararlo viene trattato come plagio da diverse università. L’Università di Camerino lo scrive in modo esplicito: un testo prodotto dall’IA e non dichiarato «è equiparabile al plagio».

    Poi c’è il plagio vero e proprio, quello tradizionale, che l’AI può portarsi dietro senza che tu te ne accorga:

    • frasi identiche o molto simili a fonti esistenti: i modelli a volte riproducono pezzi di testi su cui sono stati addestrati, e il software antiplagio li segnala come corrispondenze.
    • citazioni inventate: un articolo che non esiste in bibliografia non fa salire la percentuale, ma alla discussione è peggio di qualsiasi numero.
    • parafrasi automatiche di testi altrui: se chiedi all’AI di parafrasare un manuale, il concetto resta del manuale, e senza citazione è plagio anche se le parole sono cambiate.

    Per evitare il plagio quando usi l’IA valgono le regole di sempre: citazione diretta tra virgolette quando riprendi le parole di qualcuno, fonte indicata quando riprendi un’idea, un solo stile di citazione dall’inizio alla fine. Le conseguenze, quando le cose vanno male, le trovi nella guida su cosa succede se la tesi è plagiata.

    Come posso controllare la tesi prima della consegna?

    Controlla la tesi due volte, similarità e IA, con lo stesso software della tua università; i detector gratuiti servono solo come primo filtro. Se fai un controllo con tre strumenti gratuiti avrai tre numeri diversi, e nessuno sarà quello che vedrà la commissione.

    Come muoverti, in pratica:

    • scopri quale software usa il tuo corso di laurea: è nel regolamento della prova finale o nelle istruzioni per il caricamento della tesi.
    • controlla capitolo per capitolo, non solo l’intera tesi alla fine: se un capitolo è a rischio lo sai quando sei ancora in tempo per lavorarci.
    • non caricare la tesi su siti sconosciuti: alcuni strumenti gratuiti conservano i testi caricati, e la tua tesi potrebbe finire in un database prima ancora di essere consegnata.
    • tieni separati i due controlli: similarità con il controllo antiplagio, stile con il rilevatore di IA.

    Cosa fare se la percentuale di AI è alta prima della consegna?

    Prima capisci con quale software ti controllerà l’ateneo, poi lavora sui passaggi segnalati riscrivendoli davvero con il tuo ragionamento, verifica tutte le fonti e dichiara l’uso dell’AI come chiedono le regole del tuo corso. Nell’ordine:

    1. Usa come riferimento il software della tua università. Il numero che conta è quello di quello strumento, non del primo detector gratuito trovato su Google.
    2. Guarda dove si concentrano i passaggi segnalati. Di solito sono introduzione, conclusioni e i paragrafi «di raccordo»: le parti noiose che tutti delegano all’AI per generare un testo veloce.
    3. Riscrivi, non parafrasare per abbassare la percentuale. Passare il testo in un parafrasatore o in un «humanizer» non lo rende tuo: i software accademici dichiarano di riconoscere anche quello, e il relatore ancora prima. Riscrivere vuol dire rimettere dentro esempi, collegamenti con il tuo corso, scelte e dubbi che solo tu puoi avere: è scrittura accademica, non maquillage.
    4. Controlla la bibliografia, una fonte per una. L’AI inventa articoli e pagine con una sicurezza invidiabile: se un testo citato non esiste, il problema non è più la percentuale. Ricontrolla anche lo stile di citazione (APA o quello che chiede il tuo relatore): i riferimenti generati spesso lo mescolano.
    5. Dichiara l’uso dell’AI se il tuo ateneo lo prevede, e parlane con il relatore prima della consegna finale, non dopo.
    Studentessa con una cartellina e la checklist prima della consegna della tesi: software del tuo ateneo, passaggi segnalati, fonti verificate, uso dell’IA dichiarato
    Le quattro cose da controllare prima della consegna.

    Se le pagine da rivedere sono tante e la scadenza è vicina, è esattamente il lavoro che facciamo nella riscrittura della tesi con AI: verifichiamo il testo con gli strumenti che usa il tuo ateneo e con ZeroPlagio, e un tutor della tua materia rivede con te i paragrafi segnalati, capitolo per capitolo, con un rapporto prima e dopo. E se dalla verifica risulta che il testo è tuo, te lo diciamo: non ti facciamo pagare una riscrittura che non ti serve.

    E se la tesi l’hai scritta tu ma il detector dice AI?

    Succede, e una percentuale da sola non dimostra niente: quello che conta è poter mostrare come hai lavorato per scrivere una tesi che è tua. I falsi positivi colpiscono soprattutto chi scrive in modo molto lineare e ordinato, chi ha uno stile accademico molto formale, chi usa tante formule standard della propria disciplina e chi scrive in una lingua non sua.

    Studente dietro un cartello con scritto «L’ho scritta io. Giuro.»: il falso positivo dei detector AI sulla tesi
    Il falso positivo esiste: la cronologia delle versioni è la tua prova migliore.

    Cosa tenere pronto, giusto per dormire tranquillo:

    • le versioni del file: Word e Google Documenti salvano la cronologia delle modifiche, ed è la prova più forte che il testo originale è cresciuto un pezzo alla volta.
    • appunti, schemi e bozze, anche quelli brutti.
    • le mail con il relatore e le sue correzioni ai capitoli.
    • la tua capacità di spiegare a voce ogni scelta: è quella che chiude la discussione, in qualsiasi sede di integrità accademica.

    Se hai usato ChatGPT solo per sistemare la forma o cercare idee, leggi anche la guida su come usare ChatGPT per la tesi e quella sulle AI per scrivere la tesi: lì trovi cosa si può fare senza rischi e come dichiararlo.

    😌 Rispondiamo in pochi minuti.

    Mandaci la tesi e ti diciamo dove intervenire (e dove no)

    Preventivo gratuito sulle pagine da rivedere davvero, niente forfait. Paghi un capitolo alla volta, anche in 3 rate con PayPal o Klarna.

      Rispondiamo in pochi minuti. Nessun impegno.

      ✍️ Questo articolo è stato scritto da Francesco P., tutor di Ingegneria di Gruppo Aiuto Tesi. Si occupa di data science, machine learning e intelligenza artificiale, e segue tesi di ingegneria e informatica. Scopri tutti i tutor per la tesi di laurea.

      Domande frequenti

      Le risposte secche alle domande che arrivano sempre dopo il primo detector gratuito.

      Ad oggi no: secondo le FAQ ufficiali (ottobre 2026) il rilevamento AI funziona su inglese, spagnolo, giapponese, arabo, olandese, tedesco e turco. Le lingue però vengono aggiunte ogni pochi mesi, le parti in inglese della tesi vengono analizzate e molti atenei italiani usano Compilatio, che l’italiano lo controlla.

      Sì, se l’ateneo ha attivato il modulo AI. Su Turnitin il rapporto AI è visibile solo a docenti e amministratori, non allo studente; su Compilatio l’AI compare tra le voci dei testi sospetti nel report del docente.

      Nessun ateneo italiano fissa una soglia ufficiale. Le regole riguardano l’uso: le linee guida più recenti chiedono di dichiarare gli strumenti usati e vietano di presentare come proprio un testo generato senza rielaborazione.

      Significa che il punteggio è tra l’1% e il 19%: in questa fascia il software non mostra il numero né evidenzia le frasi, perché il rischio di falsi positivi è più alto. Non vuol dire «zero AI», vuol dire «valore basso e poco affidabile».

      Se il tuo ateneo lo chiede, sì, ed è sempre più frequente: le linee guida di Ca’ Foscari e Pavia, per esempio, prevedono una dichiarazione nella tesi su quali strumenti di IA hai usato e per cosa. Parlarne prima della consegna ti evita domande scomode alla discussione.

      Nessuna IA scrive una tesi al posto tuo senza rischi: ChatGPT, Claude e Gemini sono utili per cercare idee, schematizzare e rivedere la forma, ma il testo finale deve essere tuo e l’uso va dichiarato se l’ateneo lo chiede. Il confronto tra gli strumenti, con pro e contro, è nella guida sulle AI per scrivere la tesi.

      I controlli gratuiti online vanno bene per un primo sguardo, ma confrontano il testo con meno fonti dei software universitari e non con le tesi caricate dal tuo ateneo; alcuni, inoltre, conservano i testi caricati. Per un risultato affidabile serve lo stesso software dell’università: da noi la prima analisi antiplagio è gratuita, poi ricevi un preventivo solo se c’è da intervenire.

      No. I detector analizzano il testo che consegni, non il tuo account: la cronologia non c’entra.

      Sì. Tutti i modelli linguistici producono testo con regolarità statistiche simili, ed è quello che i rilevatori cercano. Cambiare modello non cambia il risultato.

      Dipende da quanto testo è coinvolto e da quanto tempo hai. Se il problema è concentrato in alcuni capitoli, si lavora su quelli. Se riguarda quasi tutta la tesi, spesso conviene ripartire dalla struttura: è più veloce di quanto sembri e alla discussione arrivi sapendo cosa hai scritto.

      Fonti
      Turnitin, AI writing detection capabilities FAQs e Product updates (agosto-ottobre 2026) · Università di Palermo, Turnitin iThenticate e AI detection (giugno 2026) · Compilatio, affidabilità del rilevatore AI (luglio 2026) · Liang e altri, Stanford, 2023 · Weber-Wulff e altri, International Journal for Educational Integrity, 2023 · Linee guida sull’IA delle Università di Camerino (2026), Pavia (2026), Bergamo (2026) e Ca’ Foscari